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“Freaks Out”, secondo film di Gabriele Mainetti, è stato presentato alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia. Si tratta di un fantasy neorealista, una pellicola a metà strada tra il classico e il moderno; tra Federico Fellini e gli X-Men.

Freaks Out: il mondo dei Freak secondo Gabriele Mainetti
“Freaks Out”

Gli spettacoli circensi (meglio noti come Circo) sono una forma di intrattenimento diffusa ormai da secoli. Trapezisti, giocolieri, mangiatori di fuoco, domatori di bestie feroci e, ovviamente, la componente comica affidata ai pagliacci, da oltre cento anni intrattiene il pubblico di tutto il mondo. Gli spettatori paganti possono ammirare tigri e leoni saltare dentro cerchi di fuoco; spettacolari numeri equestri; funamboli camminare sospesi in aria; e acrobati volare da un trapezio a un altro. Numeri che richiedono una certa dose di estro e di allenamento fisico e una coordinazione perfetta.

Tuttavia esiste un altro tipo di spettacolo i cui protagonisti sono i saltimbanchi, ossia i fenomeni da baraccone, i cosiddetti Freak Show.

A differenza delle classiche esibizioni circensi, in cui il pubblico rimaneva estasiato dalla complessità e dalla bellezza di tali numeri, i Freak Show offrivano attrazioni totalmente votate allo stupore e allo sbigottimento. Chiunque avesse la curiosità di assistere ai Freak Show si trovava di fronte a donne barbute; individui con due teste; gemelli siamesi; persone incredibilmente alte o straordinariamente basse; e i famosi uomini aragosta (ossia affetti da ectrodattilia). Chiunque avesse una qualche malformazione fisica, veniva considerato un fenomeno da baraccone. Soggetti considerati bizzarri, emarginati dalla società proprio a causa del loro aspetto bislacco.

Freaks Out: il mondo dei Freak secondo Gabriele Mainetti
Matilde (Aurora Giovinazzo); Mario (Giancarlo Martini); Fulvio (Claudio Santamaria); Cencio (Pietro Castellitto). I protagonisti di “Freaks Out”.

Ma, come ci ha insegnato “Carnivale”, la bellissima serie TV targata HBO, anche i Freaks possono essere degli eroi.

E sono proprio i fenomeni da baraccone i prodi protagonisti di “Freaks Out”, il nuovo film di Gabriele Mainetti che, a distanza di sei anni dal successo di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, ha realizzato un’opera a metà strada tra realtà e misticismo, ambientata in un’epoca in cui la libertà e la fantasia erano oscurate da una dittatura violenta e intollerante.

Presentato alla 78esima Mostra del Cinema di VeneziaFreaks Out” è la storia del Circo Mezza Piotta, lo spettacolo circense itinerante diretto dall’impresario ebreo Israel (Giorgio Tirabassi), e composto da quattro singolari personaggi: l’uomo lupo Fulvio (Claudio Santamaria); Cencio (Pietro Castellitto), un ragazzo con la straordinaria facoltà di controllare gli insetti; la calamita umana Mario (Giancarlo Martini); e la ragazza elettrica Matilde (Aurora Giovinazzo). Ma in seguito alla misteriosa scomparsa di Israel, i quattro saltimbanchi saranno costretti ad affrontare gli orrori della Guerra che, nel 1943, sta devastando l’Italia.

Freaks Out” è la conferma dell’enorme talento di Mainetti; che già con “Lo chiamavano Jeeg Robot” aveva dimostrato di poter realizzare una pellicola supereroistica che ha ben poco da invidiare ad alcuni cinecomics americani.

Freaks Out: il mondo dei Freak secondo Gabriele Mainetti
Israel (Giorgio Tirabassi); Cencio (Pietro Castellitto); Matilde (Aurora Giovinazzo).

Difatti, oltre a citare classici del cinema come “Roma Città Aperta” e “I guerrieri della notte”, “Freaks Out” ricorda molto alcune vicende legate al mondo degli XMen. In particolare a “Testamento”, un noto fumetto (di cui consigliamo la lettura) sulle origini di Magneto, in cui il giovane Max Eisenhardt, durante il periodo bellico, comincia a prendere coscienza della sua facoltà di controllare i metalli. Qui, al contrario di Max, abbiamo la giovane Matilde, una ragazza terrorizzata dal potere che possiede e che ancora non riesce a padroneggiare.

Tra i pregi del secondo film di Mainetti vi è la messa in scena. Difatti, fin dai primi fotogrammi il regista riesce a porre in primo piano un ambiente pieno di profonda contemplazione alla magia in cui i protagonisti capaci di incantare coloro che assistono allo spettacolo del circo, sono interrotti dall’orrore diffuso dalla Guerra e dai bombardamenti, resi in maniera impeccabile da Mainetti. Sequenze di guerra, degne dei migliori film bellici classici, si alternano a immagini di una Roma ridotta in macerie che tanto ricordano le pellicole italiane del periodo neorealistico.

Gli elementi scenografici si mescolano abilmente con le interpretazioni.

Freaks Out: il mondo dei Freak secondo Gabriele Mainetti
Fulvio (Claudio Santamaria); Cencio (Pietro Castellitto); Mario (Giancarlo Martini)

Basti pensare agli effetti visivi che caratterizzano l’aspetto e la gestualità dei Freak, come gli insetti che volteggiano attorno al corpo di Cencio (Pietro Castellitto); l’evoluzione del personaggio di Matilde, interpretata da Aurora Giovinazzo, una giovane attrice emergente che è riuscita a donare al personaggio forza e fragilità, tanto da empatizzare con la ragazzina Freak; e infine la performance di Franz Rogowski, l’attore tedesco che interpreta il villain, un pianista con dodici dita, anch’esso un emarginato e deriso da quel popolo che vorrebbe servire, ma impossibilitato dalla sua malformazione fisica.

Il giovane Franz è difatti il perno su cui Freaks Out si basa, poiché è sul pensiero di costui e del concetto di selezione del più forte su cui si basa il pensiero nazista. Determinato a voler entrare nelle grazie del Führer, Franz farà di tutto per portare l’eccellenza di fronte all’alto comando tedesco. Il tutto accompagnato da una colonna sonora, realizzata dal regista e da Michele Braga (orchestrata da Emanuele Bossi ed eseguita dalla Czech National Symphony Orchestra di Praga diretta da Marek Stiles), in grado di enfatizzare gli stati d’animo dei personaggi e l’atmosfera di terrore che regnava in Italia, la magia illusoria del circo e quei canti che, innegabilmente, hanno caratterizzato un’epoca.

Franz (Franz Rogowski), l’antagonista di “Freaks Out”

Nonostante alcuni personaggi siano caratterizzati e approfonditi molto bene, altri, invece, no.

Personaggi come Israel (Giorgio Tirabassi), Cencio e Fulvio (Claudio Santamaria), avrebbero potuto essere approfonditi in maniera diversa, donando loro una maggiore profondità e spazio all’interno della storia. L’impressione è infatti che non siano protagonisti ma che fungano da contorno, relegati a un mero spazio in fondo alla parte scenografica.

Tuttavia, nonostante qualche piccola trascurabile disattenzione, Mainetti è riuscito a creare un film fantasy ambientato sullo sfondo della pagina più cupa del XX secolo. E, allo stesso tempo, ha creato una storia di formazione nonché una forte riflessione sulla diversità, punto focale di ogni personaggio primario, secondario e terziario di “Freaks Out”, dal più umile partigiano allo spietato nazista.

Cencio (Pietro Castellitto)

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